Ventennale? No, grazie!
Non potevano mancare le retoriche celebrazioni sul ventennale del crollo del muro, un avvenimento di rilevanza epocale sicuramente di grande portata.
Non vorrei passare per un eretico , ma non mi associo a tutti gli Osanna e i mirallegri propinati da televisione e carta stampata mondiale; se fossi un cittadino dell'ex Germania Est probabilmente mi ci sarei unito, ma non essendolo non posso chiudere gi occhi di fronte ad una realtà tanto evidente: con il crollo del muro è crollata tutta l'impalcatura della cultura occidentale!
E' vero: da un punto di vista generale la fine della c.d. "Guerra fredda" rappresenta un trionfo etico contro ogni dittatura e ogni individuo che ne sia contrario ha l'obbligo di prenderne atto, ma le eccessive ovazioni le trovo non del tutto giustificate: abbiamo infatti assistito e assistiamo a flussi migratori incontrollati che mettono in crisi l'intera economia europea e una occupazione già provata dal dilagare di una tecnologia sempre più galoppante; saltati gli equilibri contrapposti la ns. pace mondiale è costantemente minacciata da focolai di varia natura, mentre non siamo stati mai così in pace nel periodo antecedente ai crolli e, come ultimo sberleffo, persone appartenenti a popolazioni sotto l'egida dell'ex Impero Sovietico a rimpiangere i vari Ceausescu e compagnìa cantando!
Siamo proprio sicuri che noi occidentali volevamo tutto questo? Mah!
Il muro prima o poi doveva crollare ma, come ha giustamente osservato Piero Ostellino tempo fa sull'argomento, occorreva prima gettare le basi utili per attutire il colpo e poi procedere!.....
Joi, amics
Cyd





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